Dibattito pubblico

Al lungo percorso che ha condotto all’approvazione della legge sul Dibattito pubblico obbligatorio per le grandi opere ha contribuito in modo determinante anche Avventura Urbana. Della necessità di introdurre questo nuovo strumento di partecipazione e condivisone se ne è discusso per molti anni nel nostro Paese e ne sono testimonianza le numerose proposte di legge presentate nei due rami del Parlamento.

Avventura Urbana ha curato, assieme a Luigi Bobbio, le prime esperienze italiane in questo campo come il dibattito pubblico per la realizzazione della Gronda di Genova (raddoppio dell’autostrada A10) e il confronto pubblico sul Passante di Bologna (potenziamento in sede del nodo tangenziale ed autostradale).

Oltre alle esperienze maturate sul campo Avventura Urbana ha svolto un’importante attività culturale di promozione del metodo, scaturita nella proposta di legge già contenuta nel libro di Iolanda Romano Cosa fare come fare. Decidere insieme per praticare davvero la democrazia”(Chiarelettere, 2012) e, successivamente, con la consulenza specialistica di Andrea Pillon, uno dei massimi esperti di Dibattito pubblico, nella stesura del decreto attuativo come consulente della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture (2017).

Il Dibattito pubblico si aggiunge all’ampia famiglia dei metodi per la gestione di processi di mediazione dei conflitti territoriali che Avventura Urbana ha sperimentato in oltre 25 anni di attività.

Ne sono alcuni esempi come l’inchiesta pubblica per la realizzazione della tangenziale di Lucca, il confronto strutturato per la localizzazione dell’inceneritore di Torino, il processo negoziale per la localizzazione del depuratore delle acque reflue di Ponte Buggianese, la giuria dei cittadini sul pirogassificatore di Castelfranco di Sotto, il processo localizzativo per il TMB (impianto di trattamento meccanico biologico) dei rifiuti urbani della Provincia di Reggio Emilia, la Future Search Conferenze per la progettazione partecipata del Parco della Pace di Vicenza.

Ora si apre una nuova sfida che è quella di rendere lo strumento efficace, realizzando processi solidamente strutturati e guidati così da consentire ai proponenti e alle comunità locali di progettare insieme opere utili e condivise.

Il Dibattito pubblico in breve

Il Dibattito pubblico è un percorso di informazione e confronto pubblico sulle ragioni e le caratteristiche di un’opera di interesse nazionale, che permette al proponente di far emergere le osservazioni critiche e le proposte sul progetto da parte delle comunità locali.

Il processo, della durata di quattro mesi, si svolge obbligatoriamente per gli interventi di grandi dimensioni (tra i 300 e 500 milioni di euro a seconda della tipologia di opera) oppure su richiesta delle amministrazioni centrali, degli enti territoriali o dei cittadini.

Inoltre il proponente è sempre libero di aprire volontariamente il Dibattito pubblico quando lo ritenga opportuno. Il percorsoconsiste in incontri di informazione, approfondimento, discussione e gestione dei conflitti e deve esserecoordinato da una figura terza ed esperta che lo gestisce in relazione alle caratteristiche dell’intervento e alle peculiarità del contesto locale.

Sul corretto svolgimento dei dibattiti pubblici vigila una Commissione nazionale composta da rappresentanti ministeriali e degli enti territoriali.